Vampate di calore in menopausa, cause e rimedi

Tra i disagi causati dall’arrivo della menopausa molto comuni sono le vampate di calore, spesso fonte di ansia e imbarazzo. Come gestirle?

Il fatto che il corpo femminile possa ospitare al suo interno una nuova vita fa sì che l’organismo di una donna si modifichi più volte nel corso del tempo secondo il fluire di determinate fasi. Ecco perché nell’arco della propria esistenza la donna vive profondi cambiamenti, fisici ma anche emotivi e psicologici. Ad accompagnare questa continua trasformazione sono gli ormoni.

Tra i momenti di passaggio più delicati per una donna, la menopausa si colloca all’incirca tra i 46 e i 55 anni di età, quando cessa l’attività ormonale delle ovaie. L’insieme dei fenomeni che precede, accompagna e segue questo momento è chiamato climaterio ed è caratterizzato da diversi sintomi con i quali non è sempre semplice convivere. I disagi con cui si fanno i conti in quest’arco di tempo (che spesso dura diversi anni) vanno dalle vampate di calore al gonfiore addominale, con un aumento del girovita; dalle palpitazioni ai disturbi del sonno, passando per irritabilità, senso di stanchezza, sbalzi d’umore, ansia, secchezza vaginale. Resta comunque vero che ogni donna vive in modo differente questo momento, con manifestazioni diverse e di varia entità.

Le vampate di calore interessano circa il 70-75% delle donne. Sono un sintomo che si manifesta in modo improvviso e incontrollato, come un’ondata di caldo intenso che sprigionandosi dal busto si concentra in particolare su viso, nuca e collo. Il fenomeno causa anche sudorazione, seguita frequentemente da un improvviso raffreddamento della pelle, con l’effetto di una rapida alternanza di caldo soffocante e gelo. A volte in concomitanza si possono avvertire anche palpitazioni e mal di testa. La causa principale di questo disturbo risiede nella variazione del livello degli ormoni, dovuta alla riduzione degli estrogeni. Questa alterazione causa nei vasi sanguigni, soprattutto nella parte superiore del corpo, un aumento del flusso di sangue a livello superficiale della cute. Come possiamo limitare questo fenomeno?

La natura per fortuna dispone di grandi risorse. Esistono infatti alcune piante che contengono isoflavoni, sostanze che una volta assunte si comportano nell’organismo come gli estrogeni femminili.

Una pianta ricca di isoflavoni è il Kudzu, o Pueraria Lobata. È una pianta spontanea rampicante originaria dell’Asia orientale. In cosa aiutano l’organismo gli isoflavoni?

  • favoriscono la normalizzazione della pressione sanguigna
  • sostengono i processi di deposizione di calcio nelle ossa
  • contribuiscono alla riduzione del rischio cardiovascolare
  • offrono un aiuto contro la tachicardia

ZUCCARI ha scelto proprio la Pueraria Lobata e i suoi preziosi isoflavoni (in questa pianta ne sono presenti ben 6) per creare un prodotto specificatamente studiato per le donne che stanno attraversando la delicata fase della pre-menopausa e della menopausa, per aiutarle a vivere questo momento con più leggerezza (sia fisica che mentale). Super Ananas Slim Intensive Donna può contare sullo speciale brevetto Trilogyn per favorire l’assorbimento degli attivi utili ad attenuare i disagi di questa fase, come le vampate di calore. Si tratta di un mix composto da tre tipi di componenti: gli isoflavoni contenuti nella Pueraria Lobata, il cui assorbimento è ottimizzato dai fermenti lattici (per creare l’adeguato ambiente intestinale) e dalla florizina (estratto della mela che permette il passaggio pressoché totale degli isoflavoni). Oltre all’importante supporto dato dagli isoflavoni, Super Ananas Slim Intensive Donna offre un aiuto per mantenere in equilibrio il peso, grazie ad Arancio amaro e Garcinia cambogia. Inoltre, con Gambo d’ananas e Pilosella, svolge una funzione drenante per l’organismo. Ecco perché si tratta di un’azione ampia, che va a gestire su più fronti i disturbi della menopausa.

Come riassume bene una frase di Lao Tzu, uno dei grandi maestri del taoismo, non c’è cambiamento e trasformazione che non porti a una nuova fase di normalità. Ogni momento spiazzante, che ci può apparire come “la fine del mondo”, non è altro che la chiusura di un capitolo prima dell’apertura di un altro nel continuo fluire della vita.

“Ciò che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla.”

Impariamo a vivere con serenità i cambiamenti naturali della vita, contando sull’aiuto che la combinazione di attivi naturali e ricerca ci può offrire. Potremo così affrontare con più leggerezza ogni passaggio della nostra evoluzione.