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Il naso si prepara all’inverno: cosa succede quando respiriamo aria fredda?

Il naso riscalda, umidifica e filtra l’aria che respiriamo. Con l’arrivo del freddo, le mucose devono adattarsi a condizioni ambientali diverse. Scopriamo come funziona questo sistema e perché anche le due narici hanno compiti che si alternano nel tempo.

Quando usciamo di casa in una mattina fredda, può capitare di avvertire un leggero pizzicore nel naso, una maggiore produzione di muco o la sensazione che l’aria passi con più difficoltà.

Sono fenomeni legati anche alla risposta delle mucose nasali alle condizioni ambientali.

Il naso svolge infatti un lavoro continuo di preparazione dell’aria prima che questa raggiunga le vie respiratorie inferiori. Durante l’inverno, quando l’aria esterna è spesso più fredda e contiene meno vapore acqueo, questo compito può diventare particolarmente impegnativo.

Il naso è il primo sistema di trattamento dell’aria

Ogni volta che inspiriamo, l’aria attraversa le cavità nasali, dove viene riscaldata e umidificata.

La mucosa che riveste gran parte delle cavità nasali è ricca di vasi sanguigni. Il sangue che circola in questi tessuti contribuisce a trasferire calore all’aria inspirata.

Contemporaneamente, l’acqua presente sulla superficie della mucosa evapora, aumentando l’umidità dell’aria.

Grazie a questi processi, l’aria raggiunge le vie respiratorie inferiori in condizioni molto diverse rispetto a quelle dell’ambiente esterno.

Il naso partecipa anche alla filtrazione delle particelle presenti nell’aria. Il muco trattiene parte delle sostanze inalate, mentre il movimento delle ciglia presenti sull’epitelio respiratorio contribuisce a trasportarle verso la faringe, dove vengono normalmente deglutite.

Questo sistema prende il nome di clearance mucociliare e costituisce uno dei principali meccanismi di difesa delle vie respiratorie.

Cosa cambia quando l’aria diventa fredda e secca?

Durante l’inverno, l’aria esterna può contenere una quantità ridotta di vapore acqueo. Anche gli ambienti riscaldati possono presentare un’umidità relativa particolarmente bassa.

Quando respiriamo aria fredda e secca, la mucosa nasale deve cedere più calore e acqua per condizionarla.

L’esposizione a queste condizioni può provocare sensazioni di secchezza o irritazione, soprattutto nelle persone predisposte.

In alcuni casi, il freddo stimola anche una maggiore secrezione nasale. È il fenomeno comunemente chiamato rinorrea da freddo: il naso comincia a colare quando usciamo all’aperto, anche in assenza di un’infezione.

La risposta varia da persona a persona e dipende anche dalla durata dell’esposizione e dalle condizioni della mucosa.

Perché a volte il naso sembra chiudersi con il freddo?

La sensazione di ostruzione nasale può dipendere da diversi fattori.

Le cavità nasali contengono strutture chiamate turbinati, rivestite da una mucosa ricca di tessuto vascolare. Le variazioni del volume di questi tessuti modificano lo spazio disponibile per il passaggio dell’aria.

Gli stimoli ambientali possono influenzare la regolazione vascolare e le secrezioni nasali. In presenza di rinite o di una particolare sensibilità agli sbalzi termici, la sensazione di naso chiuso può diventare più evidente.

Esiste però un altro fenomeno fisiologico, presente anche nelle persone sane, che modifica continuamente il passaggio dell’aria attraverso le narici.

Il ciclo nasale: perché le due narici non lavorano sempre allo stesso modo?

Anche quando respiriamo normalmente, il flusso d’aria non è necessariamente identico nelle due narici.

Il nostro organismo presenta un fenomeno chiamato ciclo nasale, caratterizzato da variazioni spontanee e spesso alternate della congestione dei tessuti vascolari nelle due cavità nasali. In determinati momenti, una narice offre una minore resistenza al passaggio dell’aria, mentre l’altra presenta una resistenza maggiore. Dopo un certo intervallo, questa situazione può invertirsi.

Il fenomeno è regolato dal sistema nervoso autonomo e può verificarsi sia durante il giorno sia durante il sonno. La durata del ciclo è variabile. Inoltre, l’alternanza non è sempre perfettamente simmetrica o regolare. Nella maggior parte dei casi non ce ne accorgiamo, perché la respirazione complessiva rimane adeguata.

Cosa cambia nel flusso d’aria?

Quando una narice presenta una resistenza maggiore, possono modificarsi la quantità d’aria che la attraversa e le caratteristiche locali del flusso.

Questo può influenzare anche il trasporto delle molecole odorose verso la regione olfattiva. Le due narici, quindi, possono ricevere stimoli odorosi in condizioni aerodinamiche differenti. Il ciclo nasale è stato studiato anche in relazione alla percezione degli odori. Alcune ricerche suggeriscono che le differenze di flusso tra le narici possano contribuire a modificare il modo in cui vengono percepite determinate sostanze odorose.

Il rapporto tra ciclo nasale e olfatto rimane un ambito di ricerca interessante, nel quale intervengono numerose variabili individuali.

A cosa serve questa alternanza?

Riscaldare e umidificare l’aria richiede un continuo trasferimento di calore e acqua dalla mucosa nasale. Secondo alcune ricerche, il ciclo nasale aiuterebbe a distribuire questo lavoro tra le due cavità: mentre da un lato passa più aria, quello attraversato da un flusso minore può recuperare umidità, mantenendo condizioni favorevoli al trasporto del muco e alla rimozione delle particelle intrappolate. L’alternanza sarebbe così “un’invenzione” del nostro organismo che in questo modo riesce a conciliare la preparazione dell’aria con il mantenimento delle difese della mucosa.

Perché gli aromi balsamici ci fanno percepire una sensazione di freschezza?

La sensazione che associamo agli aromi balsamici coinvolge anche un sistema sensoriale diverso dall’olfatto.

Oltre a riconoscere gli odori, il naso possiede terminazioni nervose sensibili a stimoli chimici e fisici. Tra queste, alcune appartengono al sistema trigeminale, che partecipa alla percezione di freschezza, pizzicore e altre sensazioni nasali. Il mentolo, presente negli oli essenziali di diverse specie di Menta, può attivare i recettori TRPM8, coinvolti nella percezione del freddo. Per questo motivo, un aroma mentolato può produrre una sensazione di freschezza anche senza una diminuzione effettiva della temperatura. Gli studi sulla percezione nasale hanno inoltre dimostrato che il mentolo può migliorare soggettivamente la sensazione di passaggio dell’aria senza determinare necessariamente una riduzione misurabile della resistenza nasale.

È una distinzione importante: la sensazione di freschezza e la quantità d’aria che attraversa le cavità nasali sono due fenomeni differenti.

Come prendersi cura del naso durante l’inverno?

Quando le temperature diminuiscono, alcune abitudini possono aiutare a mantenere condizioni ambientali più favorevoli al benessere delle mucose. Negli ambienti domestici è utile evitare un’aria eccessivamente secca, soprattutto quando il riscaldamento rimane acceso per molte ore. Anche limitare l’esposizione a fumo e sostanze irritanti contribuisce a preservare il comfort delle vie respiratorie. In caso di secchezza nasale, le soluzioni saline possono essere utili per umidificare la mucosa, secondo le indicazioni d’uso del prodotto. Se la sensazione di ostruzione nasale diventa persistente, oppure compare insieme ad altri sintomi, è opportuno rivolgersi a un professionista sanitario per individuarne la causa.

Gli Inalatori Essenziali Olio del Re: il piacere balsamico sempre a portata di naso

La percezione degli aromi è strettamente legata al funzionamento del naso. Le molecole volatili raggiungono i recettori olfattivi e alcune possono stimolare anche il sistema trigeminale, contribuendo alle sensazioni che associamo agli aromi balsamici.

Gli Inalatori Essenziali Olio del Re ZUCCARI permettono di ritrovare questa esperienza olfattiva nella quotidianità, grazie alla Formula Originale composta da cinque oli essenziali 100% puri e naturali: Menta arvense, Pino silvestre, Cajeput, Incenso e Mirra.

La miscela presenta un caratteristico profilo aromatico nel quale la freschezza della Menta e le note balsamiche del Pino si accompagnano agli aromi più profondi di Incenso e Mirra.

La linea comprende due modalità di utilizzo.

Inalatore Essenziale Olio del Re

L’Inalatore Essenziale consente di avvicinare l’aroma della Formula Originale al naso attraverso un gesto semplice. Per un’esperienza olfattiva più intensa, è possibile inspirare chiudendo alternativamente una narice, come indicato nelle modalità d’uso. Pratico da portare con sé, può accompagnare diversi momenti della giornata, a casa o fuori.

Inalatore Essenziale Bi-Olfattivo Olio del Re

L’Inalatore Essenziale Bi-Olfattivo introduce una particolarità: la sua struttura permette di presentare l’aroma contemporaneamente a entrambe le narici.

Considerando che il ciclo nasale determina variazioni spontanee del flusso d’aria tra le due cavità, il sistema bi-olfattivo offre una modalità di esposizione simultanea all’aroma della Formula Originale.

Questa caratteristica riguarda il modo in cui viene proposta l’esperienza olfattiva e non implica una modificazione del ciclo nasale.

Entrambi gli inalatori custodiscono la Formula Originale Olio del Re e offrono circa 300 inalazioni, per ritrovare il piacere del loro caratteristico aroma balsamico quando se ne sente il desiderio.

Un piccolo gesto da inserire nella propria giornata, particolarmente piacevole durante la stagione fredda.

 


Non lo diciamo solo noi, ma anche fonti autorevoli!

  • BioMedical Engineering OnLine — Model demonstrates functional purpose of the nasal cycle (2015). Uno studio basato su un modello matematico descrive come l’alternanza del flusso possa contribuire all’idratazione della mucosa e al trasporto del muco, mentre il naso riscalda e umidifica l’aria. Leggi lo studio.
  • PLOS ONE — Measuring and Characterizing the Human Nasal Cycle (2016). Una ricerca sul ciclo nasale nell’arco delle 24 ore, che ne documenta la variabilità e il rapporto con il sonno e la posizione del corpo. Leggi lo studio.
  • Nature — The world smells different to each nostril (1999). Lo studio mostra come le differenze di flusso tra le narici possano influenzare la percezione di determinate sostanze odorose. Leggi lo studio.
  • The Journal of Clinical Investigation — Nasal challenge with cold, dry air results in release of inflammatory mediators (1985). Una ricerca sperimentale sulle risposte della mucosa all’aria fredda e secca in persone con una storia di sintomi nasali provocati da queste condizioni. Leggi lo studio.
  • Cell — A TRP Channel that Senses Cold Stimuli and Menthol (2002). Lo studio identifica TRPM8 come un recettore attivato dal freddo e dal mentolo, contribuendo a spiegare la sensazione di freschezza associata a quest’ultimo. Leggi lo studio.
  • The Journal of Laryngology & Otology — The effects of D and L isomers of menthol upon nasal sensation of airflow (1988). La ricerca distingue il miglioramento soggettivo del passaggio dell’aria prodotto dal mentolo dalle misurazioni della resistenza nasale, che nello studio non risultavano modificate. Leggi lo studio.

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